domenica 7 dicembre 2014

Love is...a volte non sapere dove si sta andando

immagine da Pinterest



Love is... a volte non sapere dove stai andando C'è che a volte non sai a che punto della tua relazione ti trovi e ti senti disorientata.
Non sai che direzione sta prendendo.
Sei lì che vaghi senza connessione e senza google maps e ti senti persa.
Così continui a camminare sperando di non ritrovarti davanti a in incrocio.
Perchè a quel punto sei costretta a prendere una decisione.
Andare avanti, tornare indietro, allontanarti dal sentiero principale per chiedere aiuto.
O fermarti lì ad aspettare qualcuno o qualcosa che ti suggeriscano cosa fare, che dopotutto non hai fretta, perché non sai neanche tu dove vuoi arrivare.
È una sensazione nuova per me, ho sempre avuto la sensazione di sapere dove si trovava la mia storia con A.

C'è stata la fase dei primi appuntamenti, dell'amore di come solo due ragazzini lo sanno vivere. Cercando posti nascosti dove baciarsi, toccarsi, scoprirsi. Scrivendosi messaggi, e- mail, biglietti e anche lettere. Scambiandosi sorprese, fiori e cioccolatini.

C'è stata la fase del prendere consapevolezza. Quella in cui ti rendi conto che quella persona che ti sta accanto è  molto più che una cottarella da adolescente. Ti fa sentire al sicuro, amata, importante. Ti fa desiderare di essere quella persona speciale che lui vede in te. Quella fase che è ancora di scoperta, ma anche di conferme. In cui si esce dalla dimensione del "solo noi" e si mettono in comune amici, interessi, passioni. Si cerca di incastrare le proprie vite da singoli e si comincia a costruire una vita insieme.

C'è la fase dura in cui la relazione viene messa alla prova. Dalla routine, dai cambiamenti, da eventi particolari che magari sconvolgono le vite di uno dei due. La prova più dura per noi è stata la distanza. Resistere ai litigi telefonici, al non esserci per l'altro fisicamente, a volte anche nei momenti in cui l'altro ne avrebbe proprio avuto bisogno. Trovare il modo di riseparare nuovamente le nostre vite, viverle da soli, non potendole condividere ma solo raccontare.

C'è la fase in cui la situazione che vi aveva messo alla prova finalmente si conclude. E siete felici, perché siete ancora lì, magari con graffi e ferite, ma siete insieme.
Avete superato un periodo che vi è sembrato infinito e duro, vi sembra di essere passati attraverso un lungo inverno grigio, tra vento e pioggia. E dite a voi stessi che se siete riusciti a passare questa, niente vi potrà separare.

C'è la fase della svolta, in cui si sceglie di fare un passo avanti. Magari quello di andare a vivere insieme. Ed è un'avventura, ci sono momenti difficili, ma è tutto nuovo, eccitante. Dopo tanti anni, ritorna l'emozione della "prima volta". Il primo pranzo, le prime cenette, il primo albero di Natale, i piatti, i quadri d'appendere, il letto da montare ikea, su cui passare ogni notte insieme, l'armadio da dividere. E i primi tentativi di prendere il ritmo con la vita dell'altro e di crearsi i propri spazi ogni giorno all'interno della vita a due.

E poi c'è la vera sfida, quella del sopravvivere alla normalità. Del riuscire a scegliersi ogni giorno, nonostante tutto. Davanti alla vita che sembra far quello che può per mettervi i bastoni fra le ruote. C'è ritrovarsi nella stessa stanza, ma esseri lontani anni luce a volte. Concentrati sulle proprie vite personali, mettendo da parte il noi, cercando di lavorare sull'io.
C'è cercarsi e non trovarsi, costruire muri, quando servirebbero ponti.
C'è non poter fare progetti per il futuro perché sono troppe le incognite. E sentirsi fermi, sospesi, spaventati, perchè per la prima volta non riuscute a capire in che direzione state andando. E vorreste mettere pausa, smettere di remare, ma non si può, la vita continua e la corrente vi trascina comunque e sceglie dove portarvi.

Ed è qui che comincia la nuova avventura. Quando decidi di riprendere il comando della barca, scegliere tu la direzione e portarla verso la terraferma, la costa più vicina, prima che sia troppo tardi e vi sorprenda la tempesta.

E io ho scelto di rimettermi al timone, perché sono stanca del pilota automatico.

11 commenti:

  1. Perche' se ci si deve andare a schiantare almeno siamo noi a farlo, non il pilota automatico

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    1. Esattamente! Non mi potrei perdonare se gli eventi "scegliessero" il futuro al posto mio!

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  2. Ovunque approderai sarà il lido giusto...ma non mollare il timone!

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  3. Tutte le relazioni vanno governate, mai fermarsi.

    Buon martedì!

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  4. Mia nonna dice sempre "chi si ferma è perduto", quindi ti auguro di andare a tutto gas ;)

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  5. E' vero, tutte le relazioni vanno governate. Poi sai, dipende molto dai momenti...a volte guida lui, a volte tu...l'amore è anche questo...un po' la serenità che almeno uno dei due ci penserà e farà da guida.

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  6. Voglio dirti grazie per questo post " a cuore aperto" :) ti ho letta con piacere! Ce la fai....sicuro! :)

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  7. mamma mia quanto ho odiato la fase in cui mi sentivo ferma......all inzio il mio ragazzo non mi capiva ..ed era una sensazione così brutta...mentre la distanza io credo che anoi abbia fatto benissimo tutte le volte che l abbiamo vissuta! ci ha sempre rafforzati così tanto!..buon anno nuovo!

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  8. e...come va? questo post mi ha fatto molto riflettere su..."dove siamo noi"...

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    1. Ti dirò a "giorni alterni". Questo periodo di "semi-distacco" durante le feste devo dire che ci ha fatto bene. Ho anche parlato chiaro con A. e con mia sorpresa non è caduto dalle nuvole come al solito, anzi mi ha confessato di sentirsi allo stesso modo e sembra sia intenzionato a darmi i turni al timone, speriamo di arrivare presto alla nostra prossima "tappa"!

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