domenica 7 dicembre 2014

Love is...a volte non sapere dove si sta andando

immagine da Pinterest



Love is... a volte non sapere dove stai andando C'è che a volte non sai a che punto della tua relazione ti trovi e ti senti disorientata.
Non sai che direzione sta prendendo.
Sei lì che vaghi senza connessione e senza google maps e ti senti persa.
Così continui a camminare sperando di non ritrovarti davanti a in incrocio.
Perchè a quel punto sei costretta a prendere una decisione.
Andare avanti, tornare indietro, allontanarti dal sentiero principale per chiedere aiuto.
O fermarti lì ad aspettare qualcuno o qualcosa che ti suggeriscano cosa fare, che dopotutto non hai fretta, perché non sai neanche tu dove vuoi arrivare.
È una sensazione nuova per me, ho sempre avuto la sensazione di sapere dove si trovava la mia storia con A.

C'è stata la fase dei primi appuntamenti, dell'amore di come solo due ragazzini lo sanno vivere. Cercando posti nascosti dove baciarsi, toccarsi, scoprirsi. Scrivendosi messaggi, e- mail, biglietti e anche lettere. Scambiandosi sorprese, fiori e cioccolatini.

C'è stata la fase del prendere consapevolezza. Quella in cui ti rendi conto che quella persona che ti sta accanto è  molto più che una cottarella da adolescente. Ti fa sentire al sicuro, amata, importante. Ti fa desiderare di essere quella persona speciale che lui vede in te. Quella fase che è ancora di scoperta, ma anche di conferme. In cui si esce dalla dimensione del "solo noi" e si mettono in comune amici, interessi, passioni. Si cerca di incastrare le proprie vite da singoli e si comincia a costruire una vita insieme.

C'è la fase dura in cui la relazione viene messa alla prova. Dalla routine, dai cambiamenti, da eventi particolari che magari sconvolgono le vite di uno dei due. La prova più dura per noi è stata la distanza. Resistere ai litigi telefonici, al non esserci per l'altro fisicamente, a volte anche nei momenti in cui l'altro ne avrebbe proprio avuto bisogno. Trovare il modo di riseparare nuovamente le nostre vite, viverle da soli, non potendole condividere ma solo raccontare.

C'è la fase in cui la situazione che vi aveva messo alla prova finalmente si conclude. E siete felici, perché siete ancora lì, magari con graffi e ferite, ma siete insieme.
Avete superato un periodo che vi è sembrato infinito e duro, vi sembra di essere passati attraverso un lungo inverno grigio, tra vento e pioggia. E dite a voi stessi che se siete riusciti a passare questa, niente vi potrà separare.

C'è la fase della svolta, in cui si sceglie di fare un passo avanti. Magari quello di andare a vivere insieme. Ed è un'avventura, ci sono momenti difficili, ma è tutto nuovo, eccitante. Dopo tanti anni, ritorna l'emozione della "prima volta". Il primo pranzo, le prime cenette, il primo albero di Natale, i piatti, i quadri d'appendere, il letto da montare ikea, su cui passare ogni notte insieme, l'armadio da dividere. E i primi tentativi di prendere il ritmo con la vita dell'altro e di crearsi i propri spazi ogni giorno all'interno della vita a due.

E poi c'è la vera sfida, quella del sopravvivere alla normalità. Del riuscire a scegliersi ogni giorno, nonostante tutto. Davanti alla vita che sembra far quello che può per mettervi i bastoni fra le ruote. C'è ritrovarsi nella stessa stanza, ma esseri lontani anni luce a volte. Concentrati sulle proprie vite personali, mettendo da parte il noi, cercando di lavorare sull'io.
C'è cercarsi e non trovarsi, costruire muri, quando servirebbero ponti.
C'è non poter fare progetti per il futuro perché sono troppe le incognite. E sentirsi fermi, sospesi, spaventati, perchè per la prima volta non riuscute a capire in che direzione state andando. E vorreste mettere pausa, smettere di remare, ma non si può, la vita continua e la corrente vi trascina comunque e sceglie dove portarvi.

Ed è qui che comincia la nuova avventura. Quando decidi di riprendere il comando della barca, scegliere tu la direzione e portarla verso la terraferma, la costa più vicina, prima che sia troppo tardi e vi sorprenda la tempesta.

E io ho scelto di rimettermi al timone, perché sono stanca del pilota automatico.

domenica 30 novembre 2014

Love is... bloggeanno!




Ieri "Love is..." ha compiuto tre anni.
Mi sembra impossibile sia passato così tanto tempo dal primo post e dalla scoperta di questo mondo meraviglioso che è blogger.
Che è condivisione, svago, valvola di sfogo.

È scoprire, imparare, sorridere dietro una tastiera.
È vedere il mondo da altre prospettive. 

E per quanto la vita "reale" non mi permetta di dedicare il tempo che vorrei a questo angolino, sono felice di essere ancora qui dopo tre anni.

E soprattutto sono contenta che ci sia ancora chi ha voglia di passare di qui, leggere quello che scrivo e dire la sua.
 
Mi piace immaginarmi coi capelli bianchi, un paio di gatti, A. pelato che agita il bastone contro la tv guardando le partite, il pc acceso e un post da pubblicare. Magari a quel punto leggerò review di dentiere e creme antirughe miracolose e guardando le foto delle nuve fashion blogger borbotterò "Ai miei tempi ci vestivamo meglio".

Intanto vi offro una fetta del mio mini pandoro con marmellata per festeggiare (credo che dai vari cambi di template e copertina su fb abbiate intuito che sono entrata in mood natalizio :P) e ringrazio chiunque abbia fatto parte di questo mondo virtuale in questi ultimi tre anni.
 

Per i consigli, per avermi strappato un sorriso, per avermi fatto scappare la lacrimuccia. Per  tutto insomma. Grazie di cuore.

mercoledì 26 novembre 2014

Love is... sentirsi al sicuro


Avrei voluto scrivere questo post ieri per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ma tra una cosa e l'altra non ho fatto in tempo, quindi eccomi qui ora.

Dopotutto ogni giorno è buono per condannare ogni forma di violenza.

A una delle manifestazioni che ho seguito per lavoro mi hanno consegnato questo volantino a tema "L'amore è" che ho trovato molto bello.

L'ho affisso sulla mia bacheca, come promemoria. Perchè possono sembrare cose ovvie, ma ricordarle a noi stesse ogni tanto non fa male.





Non è amore se non vi sentite al sicuro.
Non è amore se vi ferisce. E non si ferisce solo alzando le mani.

Non è amore quello che vi fa sentire deboli, quello che vi fa sentire come se valeste meno di niente.
Non è amore se vi toglie la libertà. Non è amore se non vi sentite liberi di smettere di amarlo.
Non è amore se vi toglie la gioia di vivere, vi ruba i sorrisi.

Se l'amore diventa sofferenza, allora ha smesso di essere amore.

 
L'amore è divertente. L'amore rende felici. Punto.
 

lunedì 10 novembre 2014

Love is... in salute e malattia #2

Immagine da Pinterest



Vi scrivo da un appartamento completamento immerso nelle tenebre.
Tapparelle abbassate, tende tirate.
Luci spente.
Una giungla piena di spigoli su cui andare a sbattere. 
A pranzo si gioca a "indovina dov'è la bottiglia d'acqua" e a "trova il piatto".

Ma perchè direte voi?
Vengo e mi spiego: A. ha deciso di sottoporsi al laser, per rimuovere miopia e astigmatismo e dire addio ad odiati occhiali e lentine.
Così da sabato ci siamo traformati nella famiglia Cullen, visto che anche un minimo raggio di luce, lo fa impazzire dal dolore e imprecare come il peggiore degli scaricatori di porto.




In un vecchio post vi raccontavo di quanto possa essere irritante tale uomo con una semplice influenza. Immaginatelo quindi adesso, alle prese con dolori e fastidi, abbastanza importanti (o almeno così dice lui e così confermano quelli che si sono sottoposti a tale tipo di intervento).




Lui è lì da due giorni, buttato sul letto ad ascoltare partite e a non far altro.

Credo che si sia formato un solco sul materasso in corrispondenza del suo corpo. Dormicchiando tutto il giorno, la notte si gira e rigira tenendo sveglia la sottoscritta. E si lamenta. Di continuo. E non c'è cosa che uccide il mio desiderio più di un uomo che si lamenta per il dolore.
L'omo ha da soffrì in silenzio. Perchè quando lo fa a voce alta è insopportabile. E basta.


Insomma per farla breve: non ce la posso fare.
Potrei mollarlo a casa nel buio da solo da un momento all'altro ve lo dico.

Chiamate la protezione fidanzati.

Che a me sta benissimo starti vicino nel momento del bisogno e bla bla.

Non ho problemi a mettere la sveglia alle SETTE E MEZZA di DOMENICA MATTINA perchè devi mettere il collirio; non ho problemi a cucinare/lavare/ portarti il cibo in camera perchè dalla cucina filtra troppa luce; abbassare tapparelle al tuo passaggio; schierarti la formazione fantacalcio e leggerti le pagelle.
Ma poi tu non sei autorizzato a essere nervoso e intrattabile e a rispondermi pure male. Anche perchè non stai morendo, nessuna malattia si è abbattuta sopra di te, ti sei sottoposto VOLONTARIAMENTE a un intervento che è annoverato tra quelli di chirurgia ESTETICA.
E che non guido lo sapevi da prima, non è che mi sono svegliata stamattina e ho deciso di non prendere la macchina per portarti al controllo dall'oculista.
Non c'è bisogno di sottolineare che "in casi come questo non servo a niente".




Vabbè l'avete capito, più che un post è uno sfogo.

Mettere tutto nero su bianco mi è servito a non diventare violenta. Perchè poi si può litigare con un convalescente? No, quale essere senza cuore lo farebbe.
Voi che mi leggete potete essere felici, avete contribuito a garantire l'incolumità fisica di un povero cecato pro-tempore.

E niente, siccome nonostante tutto sono una fidanzata modello, ora vado a ricordargli di mettere il collirio. Sperando che non mi faccia ancora cercare su internet come agisce il principio attivo perchè cit. "Devo capire che cos'è questo coso che mi fa un male della miseria ogni volta che lo metto."



E comunque ribadisco, io voglio essere esonerata dalla parte di "in salute e in malattia" dei voti matrimoniali. Da malato posso sopportarlo, ma amarlo e onorarlo no vi prego, è chiedere troppo!!!


sabato 18 ottobre 2014

Love is... mantenere un po' di mistero


 Immagine da Pinterest




Ieri guardavo la terza puntata di A to Z, una nuova serie tv che trovo molto carina e che racconta della storia d'amore di Andrew e Zelda.


Si parlava di "amori e internet" e di come ormai, una volta adocchiato un tipo/ tipa interessante ci fiondiamo nelle ricerche online per sapere tutto di lui, per prevenire eventuali brutte sorprese.


Si passa da una prima ricerca su google per ottenere info generiali allo studio del profilo facebook, con relativa analisi filologica degli aggiornamenti di status, per finire setacciando gli album alla ricerca di eventuali ex, amici/amiche che potrebbero dare problemi.


Poi c'è Instagram, per scoprire cosa mangia, che posti frequenta, se ama i selfie o gli animali.
E perché no, si può continuare con un'occhiatina a Linkedin per capire che tipo di lavoro fa, quali scuole ha frequentato, quali sono le sue aspirazioni in campo professionale.


E se ha un profilo Pinterest? Una sbirciatina alla bacheca del lui/lei che vorremmo invitare ad uscire può farci comprendere se abbiamo gli stessi gusti in fatto di arredamento e moda, se sogniamo di visitare gli stessi luoghi e così via.


E 'ndo vai se cosa twitta non lo sai? Dai suoi pensieri in 140 caratteri puoi capire molte cose: se è un/una polemica/o rivoluzionario/a, se è ironica/o, che opinioni ha in merito a fatti di cronaca o programmi tv.


Insomma, mettendo insieme i pezzi, viene fuori un profilo completo che può spingerci a capire meglio, se è il caso di dare a una chance al belloccio conosciuto in un locale o alla ragazza che prende il caffè e cornetto tutti i giorni al nostro stesso bar.

E capisco che tutte queste ricerche preventive possano anche far risparmiare tempo, spingendoci a non approfondire conoscenze che non porterebbero a nulla di buono, evitando cocenti delusioni magari.


Ma dov'è finito quell'alone di mistero, quella voglia di conoscersi, di scoprirsi ogni giorno? La sorpresa di provare un feeling che non ci saremmo aspettati, di stupirsi scoprendo i punti in comune e quelle cose dell'altro che proprio non condividiamo o sono anni luce lontane dai nostri interessi?
Poi c'è da chiedersi quanto un profilo facebook, instagram e così via rispecchino quello che siamo realmente. Dopotutto si tratta di vetrine in cui scegliamo di condividere solo determinati aspetti, quella che viene fuori è l'immagine che gli altri vorremmo avessero di noi, a siamo al 100% "veri" dietro la tastiera?

Non so, per quanto adori i social, non riesco a non pensare che hanno tolto un pizzico di magia ai primi appuntamenti e alle prime volte.

Voi cosa ne pensate? Vi è capitato di fare ricerche approfondite prima di accettare un invito a uscire o dopo aver conosciuto un uomo/donna interessante?

lunedì 13 ottobre 2014

Love is... conservare i ricordi e vivere nel presente




Sì lo so, non scrivo da quasi un mese, ma sono state settimane un po' frenetiche, e ogni momento libero l'ho dedicato ad oziare.
Potrei deliziarvi con il mio racconto di viaggio in Spagna, potrei raccontarvi di come ho deciso di usare i miei sudati risparmi per un abbonamento semestrale in palestra o di come tesiste ruffiane e gatte morte omaggino A. di scatole di cioccolatini.

E lo farò prossimamente.

Ma oggi voglio rispolverare un post che avevo cominciato a scrivere prima di partire. Ero a Paesello, in mood un po' nostalgico e ho deciso di aprire la mia scatola dei ricordi
Uno scatolone che contiene vari pezzetti importanti della mia vita da adolescente e un buon numero di tappi di spumante che non ho la minima idea di quando siano stati stappati, insieme a sassi e conchiglie che non ricordo di aver raccolto. Forse avrei fatto meglio a tenere un po' di appunti. Ma vabbè.

Fatto sta che all'interno dello scatolone, c'è anche una scatolina più piccola che contiene tutte le cose legate all'inizio della storia con A.
Così mi è venuto in mente di spatasciare tutto sul letto, scattare una foto e condividere i miei ricordi con voi.





Cominciamo. Vedete quella bomboniera decapitata? L'ho rotta il giorno in cui ho conosciuto virtualmente A. 
Sì perché chi mi legge da un po' sa bene che noi siamo tra gli sfigati che si sono conosciuti online, in quella fantastica chat che era c6, frequentata all'80% da maniaci. 
Il giorno in cui "incontrai" A. mi ero allontanata dal pc non so per quale motivo, quando sentii il trillo che mi avvisava che qualcuno mi aveva contattata.
Non so come ma nel raggiungere la mia postazione computer, ho urtato il tavolino del soggiorno, la bambolina è caduta e la testa le si è staccata.
Così ho cominciato la mia ricerca dell'attack per cercare di risolvere il problema e non imbattermi nelle ire di madre.
A. che non è mai stato famoso per la sua pazienza continuava a trillare.

Ciao
Da dv dgt?
Ma c6?
Che fai?

Io odiavo i tipi così, ma non so perché ho deciso di essere clemente e rispondere. "Scusami, ho appena decapitato una bomboniera. Se aspetti qualche minuto, occulto il cadavere e ti raggiungo, così parliamo."
E abbiamo parlato per ore.
Il resto è storia.

Nel sacchettino di Fruscio è contenuto il regalo che A. mi ha comprato il primo San Valentino insieme. Un perizoma rosa con cuoricino. Che a sedici anni non potevo di certo portare a casa e dire "Mamma papà, questo è il regalo di A."
Perché mai un tizio universitario maggiorenne avrebbe dovuto regalare una cosa del genere alla loro bambina suvvia?!?

Poi c'è una rosa secca. Faceva parte del mazzo che A. mi portò per festeggiare il mio esame di maturità. Eravamo tornati insieme da poco, dopo il nostro anno di pausa. Anche il portachiavi a leoncino con la maglietta col suo nome (che è stato opportunamente occultato grazie alle mie doti di grafica) me lo ha regalato quel giorno. C'è una storia anche dietro quello.


Stavamo insieme da qualche mese quando ho comprato per la prima volta i leoncini con i nostri nomi. Quando ci siamo lasciati, ho tolto la magliettina al mio e l'ho conservata nella scatola dei ricordi (infatti la vedete in foto). Poi ho qualche mese dopo ho perso il portachiavi. Così tornati insieme, A. me lo ha ricomprato. E quando ho scartato il pacchetto ho pianto come una fontana.

Poi ancora c'è il biglietto turistico metrobus di quando è venuto per la prima volta a trovarmi a Roma, durante i miei anni universitari. La prima volta che abbiamo dormito insieme per tutta la notte e ci siamo svegliati nello stesso letto.

La pergamena arrotolata invece è una letterina che gli avevo scritto per il primo mesiversario insieme (capitemi avevo 16 anni), ma poi mi sono vergognata a fargliela leggere perché è venuta fuori una cosa troppo sdolcinata. E c'è la scatolina rossa, quella dell'anellino del primo anniversario con il simbolo dell'infinito.


E poi ci sono biglietti, e-mail, lettere. Tutte cose che mi ha scritto nella sua fase rrromantica, che purtroppo (o per fortuna :P) non è durata molto.
E mentre mettevo tutto a posto nella scatola (naturalmente mentre prima il coperchio si chiudeva senza alcuna difficoltà, una volta spatasciato tutto ho dovuto provare dieci diverse combinazioni prima di riuscire a trovare l'incastro giusto) avevo un sorrisino ebete.

Però vi giuro, non ho pensato nemmeno per un secondo "Com'era bello prima e ora invece..." Non tornerei indietro. 
Non sono quella di prima. 
A. non è quello di prima. Noi come coppia non siamo più quelli di prima.
E mi sta bene. Non ci vedo niente di sbagliato.
Sono contenta di essere cresciuta e che la nostra storia sia riuscita a cambiare insieme a noi.

E ho realizzato che è bello ogni tanto curiosare in quella scatola per ripensare a come eravamo, a come tutto è cominciato.
Ma è ancora più bello chiuderla e godermi il nostro presente.

E voi avete qualche oggetto che vi ricorda l'inizio della vostra storia? Qualcosa che conservate gelosamente? O non siete tipi da "scatole dei ricordi"?



lunedì 15 settembre 2014

Love is... vacanze separati

fonte immagine


Mentre organizzavo il viaggio per Madrid, A. mi accennava di avere un programma un fine settimana a Dublino con i suoi amici per il mese di ottobre.

Una cosa che mi aveva un po' urtato, non tanto per il fatto che si trattasse una vacanza per soli uomini a cui non ero stata neanche invitata, ma perché in realtà quest'anno saremmo dovuti partire per il nostro primo on the road in Irlanda. Poi causa mia mancanza di fondi, abbiamo deciso di rimandare a tempi migliori.
E insomma, lo so che è una cosa stupida, ma il fatto che avessero scelto proprio quella meta, un posto che stavamo progettando di vedere insieme, aveva causato un po' di rodimento a livello del mio subconscio.
Poi la mia parte razionale ha prevalso e ho capito che tre giorni scarsi a Dublino non hanno niente a che fare col super itinerario da 15 giorni che avevo pianificato per noi. E mi sono calmata.

Del resto, in linea generale, la vacanza soli uomini non mi ha mai creato problemi. Perché diciamocelo, se vuoi tradire la tua ragazza, lo fai.
Non c'è bisogno di andare all'estero, basta una serata fra amici "fidanzata/o free", cosa che io e A. ci concediamo abbastanza spesso, per trovare l'occasione se vuoi.
E poi nella lista di baldi giovani in partenza c'erano anche molti degli amici "fidanzatissimi" di A., quindi pace.
Avevo deciso di non fare quella che rompe le uova nel paniere.

Ho dato la mia benedizione al viaggio e non ci avevo pensato più.

Senonché i primi amici fidanzati hanno cominciato a tirarsi indietro (forse per effetto delle loro donne, non fesse...ehm...lungimiranti quanto la sottoscritta).
Senonché qualche giorno fa A. mi annuncia che hanno staccato i biglietti e mi dice: "Alla fine siamo solo in tre a partire".
"Ah sì? E chi vi ha ammaronato all'ultimo minuto?" chiedo io.
"Fidanzato1 e fidanzato2", dice lui.

"Quindi parti con ScapoloArrapato1 e Scapoloarrapato2?" dico io.
"Sì" dice lui.

Conta fino a un miliardo 999 milioni C., ti calmerai, mi sono detta io.


Non ha funzionato.

Dovete sapere che ScapoloArrapato1&2 quando li ho visti l'ultima volta a ferragosto, hanno trascorso la serata a fare radiografie a tutti gli esseri viventi di sesso femminile che passavano sotto il loro raggio visivo. 

Uno esce fuori da una storia seria che lo ha abbastanza devastato ed è in piena fase chiodo schiaccia chiodo, l'altro si era perdutamente innamorato di una sua collega che non ricambia e che dopo averlo illuso (dice lui, poi non so) si è appena messa con un altro. 

Ora, porca miseria, lo so che fondamentalmente non è cambiato niente, che se prima mi andava bene, ora non c'è motivo di sbarellare, ma mi girano le scatole comunque.

Perché conosco i tipi con cui parte e non dico che adescare qualcuna da portarsi a letto all'estero sarà il loro primo scopo, ma il secondo sicuramente.

Il che significa che trascorreranno le serate ad approcciare gruppi di gatte morte più o meno ubriache, tentando il colpaccio e A. si troverà comunque con loro a fare da spalla. E a fare il provolo. Perché sappiatelo  A. deve sempre fare il simpaticone con tutti, specialmente in inglese.
Il che mi manda il sangue al cervello, nonostante mi ritenga una donna moderna di ampie vedute, che non ha mai messo il guinzaglio al suo compagno.


E io sto cercando di contenermi dal mandare influssi negativi, ma niente non ce la faccio. Quindi vi avviso che se dovete partire, quello tra il 17 e il 19 ottobre potrebbe essere un weekend difficile. Le compagnie aeree potrebbero scioperare, i vulcani di tutto il mondo cominciare a lanciare cenere e su Dublino potrebbe abbattersi per tre giorni una fastidiosa pioggia battente. Per le strade della capitale irlandese si aggireranno solo scorfane non trombabili, con i capelli arruffati, kg di crema abbronzante e denti storti.

Così per avvisarvi.

No, ma l'ho presa con filosofia, tutto sommato no?! Si vede proprio che sono moderna.

Voi che ne pensate delle vacanze separati? Buona idea o da evitare assolutamente?




domenica 31 agosto 2014

Love is... città romantiche. La mia top 3 (seconda parte).



L'estate sta finendo e una anno se ne va... lalalalà...

Eh già agosto ci sta salutando. Io l'ho trascorso un po' da pensionata.
Mare, libri, una pausa dal pc e qualche uscita a Paesello.

Non sono poi così triste per le ferie che volgono al termine.
Dopotutto lavorare mi manca e stare a casa con i miei troppo a
 lungo mi manda al manicomio.
E mi manca vedere A. e la Marchesa tutti i giorni
, anche se sospetto che lei invece adori stare da sola col suo padrone preferito.

Inoltre il "mood vacanze" per me non è ancora finito e anzi è appena cominciato il countdown per la nostra partenza annuale: abbiamo prenotato una settimana a Madrid dal 20 al 27 settembre.
E siccome 7 giorni sono tanti pensiamo di fare un paio di gite fuori porta: la scelta è caduta su Segovia e Toledo. Se siete già stati e avete suggerimenti su posti da vedere/cose da fare/ ristoranti ecc, naturalmente i consigli sono bene accetti :D


Ma ora bando alle ciance, rimaniamo in tema viaggi e visto che la mia top 3 è rimasta in sospeso per un mese, è arrivato il momento di svelare quali città si aggiudicheranno la medaglia d'argento e bronzo della mia personalissima classifica.

Rullo di tamburi, squillo di trombe, la seconda classificata è Praga.



Ho un debole per le città con un centro storico piccolo e che si affacciano sui fiumi. Io e A. abbiamo visitato Praga nell'ottobre del 2010 e abbiamo trovato un clima fantastico: credevo di trovare temperature molto più invernali, invece il cappotto è rimasto in valigia. Ricordo che la guida che ci ha accompagnato durante la gita in barca ci ha confessato che quell'anno il caldo si stava stranamente prolungando più del solito. Beh fortunati noi! :)

La prima tappa obbligata è il Ponte Carlo che con le sue bancarelle e i tanti artisti di strada, non perde la sua magia, nonostante sia affollato da turisti, che fotografano ogni dettaglio, mentre aspettano pazientemente di toccare i bassorilievi in ottone ed esprimere un desiderio.
Io consiglio il giro in barca sulla Moldava, soprattutto se al tramonto. Vi regalerà bellissimi scorci di questa splendida città: l'ho trovato molto romantico, nonostante condividessimo il tour con una comitiva di rumorosi francesi.








Oltrepassando il Ponte Carlo, si arriva alla Piazza dell Città Vecchia, con la Chiesa di Santa Maria di Tyn e il famoso orologio astronomico, con le statuine degli apostoli che allo scoccare di ogni ora sfilano sotto gli occhi dei turisti.




Abbiamo visitato poi il complesso del Palazzo Reale. Qui la cose che più mi sono piaciute sono state l'imponente cattedrale di San Vito e il vicolo d'oro, con le casette anticamente abitate dagli gli orafi. I giardini invece non mi hanno fatta impazzire, forse perché dopo aver visitato quelli di Schonbrunn e Versailles, è difficile stupirsi.







Caratteristico anche il quartiere ebraico.





E se vi è rimasto ancora del tempo a disposizione, potete fare un salto sulla collina Petrin per ammirare la città dalla mini tour Eiffel e per perdervi dentro al labirinto degli specchi.





Infine abbiamo visitato Piazza Venceslao, nella "città nuova", con il suo monumento al Comunismo.






E tornati a Mala Strana abbiamo cercato il muro di John Lennon, con i suoi coloratissimi graffiti (qui trovate la sua storia)





Il nostro viaggio è stato naturalmente condito da ricche porzioni di gulash servito in cestini di pane, il tutto innaffiato da pinte di Staropramen e Pilsner Urquell.




Il terzo gradino del podio invece lo assegno alla piccola Bruges, piccolo gioiellino in salsa belga. Se vi siete persi il racconto di viaggio dell'anno scorso e siete curiosi di scoprirla, vi rimando a questo post.


Non sono una "travel blogger" (come avrete notato dalle foto non molto professional, sul casalingo andante :P) ma spero di essere riuscita a trasmettervi un po' della magia di queste città.

Detto questo però, rimango dell'opinione che trovare il romanticismo in vacanza sia relativamente semplice. Lontano dai problemi, dallo stress, dagli impegni della vita quotidiana.

La vera sfida è conservarne un pizzico anche tra le quattro mura di casa, che ci accompagni ogni giorno e renda indimenticabile il viaggio di tutta una vita insieme.

P.s.
Buon rientro a tutti!

sabato 26 luglio 2014

Love is... città romantiche. La mia Top 3 (parte prima)





Sto cominciando ad organizzare un viaggetto con A. per settembre/ottobre, visto che le ferie d'agosto preferiamo passarle a rilassarci dalle nostre parti al mare e al massimo spostarci qualche giorno nei dintorni.
Il problema è che più passano i mesi, più il mio budget si riduce.
Quindi dal mio itinerario di 10 giorni on the road in Irlanda, siamo passati a ripescare i progetti dell'anno scorso di una settimana tra Tallinn e Riga, ma alla fine credo che ripiegheremo su una settimana a Madrid, che per ora vince su tutte perchè la soluzione più economica, soprattutto per quanto riguarda i voli.
Del resto è da un po' che dico di voler tornare in Spagna, anche se ho un po' paura dell'effetto delusione che su di me hanno le "grandi capitali". 

Vedi Roma, Parigi, Bruxelles.
Non è che non le abbia trovate delle città meravigliose, ma diciamo che non è scattata la scintilla fra noi.


Così ho cominciato a pensare ai posti visitati fino ad ora con A. e mi sono ritrovata a guardare nostalgica vecchie fotografie. E ho deciso di stilare in un post la mia personale "top 3" delle città che ho trovato più romantiche. Sicuramente è da prendere con le "pinze", anche perché ahimè, non è che abbia viaggiato poi così tanto nella mia vita e soprattutto non ho mai varcato i confini dell'Europa.

1- Budapest



L'ho detto più volte, alla magica capitale ungherese per quanto mi riguarda va in assoluto il primo posto per il fattore romanticismo. 
Forse sono influenzata dal fatto che si tratta della prima vera vacanza con A. Desiderata tanto. Venuta dopo un periodo abbastanza difficile per noi.
Era il 2008. Fine luglio. Stanchi, stressati, dalla distanza, dagli esami universitari.
Il giorno della partenza avevo il broncio perchè io arrivavo da Paesello col bus e A., come al solito in ritardo, mi aveva fatto aspettare i secoli da sola in aeroporto.

Poi siamo arrivati. E mi è bastato posare le valige e fare la prima passeggiata verso il Danubio e il Ponte delle Catene e l'atmosfera di Budapest mi ha conquistata.
Mi è apparsa subito come una città sospesa in un'altra dimensione, in un'altro tempo. Con tanto da raccontare. Con una storia difficile alle spalle, ma fiera di essere rinata. 








Bellissima Buda, la parte della città sulla collina che ospita il Palazzo Reale, oggi sede della Galleria Nazionale. Anche se la parte della città vecchia che mi è piaciuta di più è quella del Bastione dei pescatori (la  foto che ho non gli rende giustizia purtroppo).



Tra i turisti felici ci sono anche io. Riuscite a trovarmi? :P




E vogliamo parlare del Palazzo dell'Opera? Non ditelo agli austriaci, ma a me è piaciuto molto di più rispetto a quello di Vienna. E viaggiare sulla la linea Metropolitana M1, la seconda più antica d'Europa dopo quella di Londra, ha di certo il suo fascino.




E il Palazzo del Parlamento? Imponente, sfarzoso, non ci sono parole per descriverlo. Non so come sia la situazione adesso, ma ai tempi si poteva accedere soltanto con visita guidata che noi abbiamo prenotato dall'Italia. A. mi ricordo mugugnò per il prezzo un tantino elevato, ma alla fine ammise che che ne era valsa davvero la pena.








E poi c'è l'Isola Margherita, con il suo bellissimo parco. E il mercato coperto, dove fare rifornimento di prodotti tipici e souvenir. E Vaci Utca, la via pedonale sempre viva, piena di localini e negozi. E la Piazza degli Eroi con il vicino Varosliget Park. E come dimenticarsi della cattedrale di Santo Stefano?














E ogni Palazzo del centro, ogni vicolo, merita un fotografia. Insomma si è capito che ho amato questa città e vorrei ritornarci. Anche perchè ero in quel periodo da italiana idiota che "la cucina dell'est non mi ispira proprio e non ne voglio sapere", quindi ho in mente i colori, i suoni, gli odori del posto, ma al quadro di insieme mancano i sapori.

E poi Budapest per noi è stata baci, lunghe passeggiate, perdersi tra i vicoli mano nella mano senza una meta precisa. 
È stata tornare a ridere dopo tante settimane di discussioni e tensioni. È stata tramonti e musica. Mercatini e arte. È stato ritrovarci innamorati e felici, a fare scorta di momenti belli da riportare a casa.

E visto che il post è diventato lungherrimo, il secondo e terzo scalino del podio li assegnerò in una "seconda puntata".
Certo che avrei dovuto fare al contrario, partire dal bronzo e arrivare alla medaglia d'oro per lasciare la suspense, ma ormai è andata così.
Si è capito perché non potrò mai fare soldi col blog, mi manca l'abc del social media coso marketing! :D

E la città più romantica che avete visitato qual è? State progettando anche voi un viaggio per l'estate? Avete mete economiche da consigliare?