domenica 27 ottobre 2013

LOVE IS... quando scopri il suo lato tenero.


C'è chi impazzisce per l'uomo "che non deve chiedere mai".
Un machoman imperturbabile, che non si commuove davanti a un film, che non tradisce la minima emozione e mantiene il suo aplomb in tutte le situazioni.
C'è chi preferisce l'uomo-orsacchiotto, che non ha paura di mostrare il suo essere sensibile o di coccolare la sua donna in pubblico. Che non teme di essere considerato meno uomo per qualche lacrima e un mazzo di margherite.
Io, come sempre nella vita, sono per le vie di mezzo.
Che l'uomo roccia fa comodo per aprire i vasetti di marmellata e le bottigliette d'acqua, per uccidere gli scarafaggi in cucina e via dicendo.
Ed è indispensabile nei momenti di crollo, in cui sembra che il terreno ti frani sotto i piedi e cerchi un appiglio. Perché trovare una mano tesa che ti salva dal precipizio, a volte è l'unica cosa che ti permette di andare avanti.
Però diciamocelo ogni tanto un po' di tenerezza non fa male.
E neanche l'ammettere le proprie fragilità.
A. non è propriamente un uomo tenero.
Cioè ha i suoi modi per essere dolce. Sono molto sottili, devi saperli cogliere.
Magari tornato a casa ti dà un bacio veloce sulla guancia, però poi ti passa un sacchetto con le tue patatine preferite: "mi sono fermato a prendertele per il cinema", ti dice. E io mi squaglio. Come se mi avesse portato un mazzo di rose rosse.
C'è da dire che io non aiuto. Non sono proprio una donna da coppia "carina e coccolosa". Lo sapete, avete un po' imparato a conoscermi post dopo post, ho problemi con le effusioni in pubblico, non amo i nomignoli, non sono brava neppure con le parole, quando ho troppe attenzioni finisco per pensar male.
Insomma diciamo che faccio pure passar la voglia di esser tenero al mio povero fidanzato.
Tutti hanno un punto debole però. C'è chi si scioglie davanti ai neonati, chi davanti alla parmigiana di mamma, chi crolla ai matrimoni e chi al cinema davanti a un film romantico. Il lato dolce di A. esce fuori in due occasioni: in ospedale, coi pazienti, e con gli animali.
Così quando gli parlano di una gattina, salvata da un cane che aveva deciso di farne il suo pranzo, con una zampina rotta che ha bisogno di un posto dove stare, lui non ci pensa due volte e la porta a casa.
Senza consultarmi aggiungerei (ma questo sarà argomento di un altro post).
E ora la micina, ribattezzata Marchesa in onore del nostro personaggio preferito di Pechino Express, è con noi da due settimane.
A. è impazzito. Torna a casa e va a giocare con la gatta. Se non c'è chiede della micia. Sono quasi gelosa, ve lo dico.
Fatto sta che doveva essere trasferita in campagna non appena la zampetta fosse guarita, ma ora l'ex machoman mi ha annunciato tutto serio: "Marchesa non va da nessuna parte, MI SONO AFFEZIONATO"
E se prima eravamo in due a ballare l'Hully Gully, adesso siamo in tre a ballare l'Hully Gully.



E voi preferite l'uomo macho o avete un compagno dal cuore tenero? Qual è il punto debole del vostro partner?

sabato 12 ottobre 2013

LOVE IS... cercasi tempo disperatamente






Sto attraversando quella fase della vita in cui preghi che le giornate si dilatino, che i secondi diventino minuti e i minuti ore.
Non sono mai stata una del: "mi servirebbero giornate da 48 ore".
QUARANTOTTO ORE? Ma stiamo scherzando? Sarei davvero capace di arrivare alla fine di una giornata così lunga? Non ne sono sicura.
Ora però forse 48 ore mi farebbero comodo.
Dopo un mese di convivenza in cui si presuppone avremmo dovuto vederci di più, posso dire di avere per lo più intravisto A.
L'universo trama contro di noi.
Se lui è di turno di mattina, a me assegnano qualche servizio per il pomeriggio. Se sono in redazione di mattina, lui è in ospedale di pomeriggio.
Ho preso un coupon per un mese di zumba: mart-giov 20:30.
Lui si è iscritto in piscina: lun, merc e ven 20:20.
Non riusciamo a prendere il ritmo, a incastrarci, a ritagliare un po' di tempo per noi. Per un motivo o per un altro per ora il fine settimana siamo stati costretti a tornare ai rispettivi Paeselli.
A parte quel venerdì alla Spa di cui vi ho parlato, nell'ultimo mese non siamo mai riusciti ad organizzare niente.
Ed è vero che è bellissimo svegliarsi insieme e addormentarsi sotto lo stesso tetto, ma a volte penso che quando non vivevamo insieme sotto questo punto di vista andava molto meglio, perché eravamo costretti a sforzarci  e a trovare delle occasioni per noi. E ora invece ci siamo come impigriti.
Certo era tutto molto più facile anche perché non lavorando potevo andargli incontro e organizzarmi in base ai suoi impegni.
Ditemi che è normale e che miglioreremo, vi prego, perché sono un po' demoralizzata.
Anche perché per lui mi dice che sono io a far tragedie e che la vita vera è questa. Sarà che allora non voglio rassegnarmi alla vita vera.
Intanto mi sono posta l'obiettivo di organizzare almeno un appuntamento a settimana che se aspetto lui, campa cavallo.
Domenica sera se facciamo in tempo cinema e domenica prossima mi piacerebbe andare ad una sagra carina non troppo lontano da CittàLavoro.

E ora vado a fare un giro sui vostri blog, che la vita vera è una gran rottura e oltre all'amore sto trascurando anche blogger. A presto (spero).

domenica 29 settembre 2013

LOVE IS... mattinata di relax





Venerdì abbiamo avuto la nostra prima esperienza alla Spa.
In realtà ero un po' scettica. Ho sempre pensato che io e A. non siamo propriamente una coppia da centro benessere.
Quando penso a un weekend romantico insieme, non ci immagino a girovagare in costume sorseggiando tisane, né tanto meno a sudare e boccheggiare dentro una sauna, con un asciugamano attorno alla vita. 
Quando abbiamo tempo libero non riusciamo semplicemente a rilassarci.
Questa volta però ne avevamo davvero bisogno. Dal trasloco in poi è stato tutto così frenetico, il mese di settembre è volato senza che neanche ce ne accorgessimo e riuscissimo a trovare un po' di tempo tutto per noi.
In più questa mattinata di benessere ci era stata regalata da delle amiche, quindi non avevamo niente da perdere.

Arrivati a destinazione, la responsabile ci ha accompagnati agli spogliatoi, ci ha detto di cambiarci, prendere posto e aspettarla, così che ci avrebbe potuto spiegarci come funziona il percorso.
Ora, dovete sapere che A. e il verbo aspettare non vanno d'accordo.
Così mentre io mi rilassavo distesa sulla mia sdraio, godendomi la luce soffusa e la musichetta rilassante, lui fremeva.
-Ma se provassimo la piscina?
-A. ma hai sentito anche tu che ci ha detto di aspettare.
-Vabbè vado a vedere la sauna.
-Come vuoi.

-Guarda forse con questo bottone si attiva l'idromassaggio.
-Può darsi.
-Proviamo.

Wruuuum wruuuum.
-A. quella ci ha detto di aspettare e tu attivi l'idromassaggio?
-Mamma mia e che sarà mai. Ora vado a provare quelle "fontanelle".

-Sarà il percorso kneipp.
Insomma si è messo a sperimentare. A toccare tutti i bottoni. Aprire tutte le porte. Un'anima in pena. O forse più un bambino di due anni. Infine, non contento, ha deciso che non poteva più aspettare e si è tuffato in piscina.
Al che è tornata la responsabile e lui si è affrettato ad uscire e ci è venuto incontro schizzando acqua ovunque.
"Ho pensato di fare una nuotata mentre aspettavamo."
Dopo essere sprofondata per la vergogna e dopo tutte le spiegazioni e istruzioni del caso (anche se ormai il piccolo esploratore avevo scoperto a cosa servissero tutti i bottoni) ci siamo lanciati e abbiamo provato tutto: bagno turco, scrub, percorso kneipp.
Sono fuggita solo dalla sauna. Mi sembrava di trovarmi rinchiusa in una stanza nel bel mezzo di un incendio, ho resistito più o meno due minuti. Anche le docce gelate non è che siano state proprio un'esperienza rilassante, ma la delusione più grande è stata la piscina idromassaggio alta 1.50m.

Dico io, non mettete in conto che arriverà una nana alta proprio 150 cm che non sa nuotare. Non calcolate che questa poveretta dovrà stare avvinghiata al bordo o al suo fidanzato che la porta a centro vasca eminaccia di lasciarla cadere (perché entra nella sua fase "A. lo psicologo" che deve aiutarti a superare le tue paure")? . Non considerate che tutto ciò possa essere tutto fuorché rilassante?
La cosa che invece mi è piaciuta di più? Il divieto di telefonini.
Due ore isolati dal mondo.
Dobbiamo farlo più spesso, spegnere tutto, disconnetterci dal mondo e riconnetterci l'uno con l'altra.
Comunque alla fine siamo usciti davvero riposati e rigenerati, ma confermo:
sarà anche di moda, ma io ed A. non siamo tipi da Spa.
Una tantum può anche far bene per qualche ora, ma un'intera vacanza alle terme credo che ci vedrebbe in fuga dopo le prime 24 ore.


-Amore non fraintendere, non è che non mi sono divertito, ma la prossima volta forse
 è meglio che ci vai con le tue amiche.

-A. non ti preoccupare, non sono ansiosa di ripetere l'esperienza.

E niente dopo le tisane purificanti della mattina siamo andati in un agriturismo e abbiamo mangiato come se non ci fosse un domani.

Antipasti misti: caponatina, melanzane, cavolfiore, frittatine, formaggio, olive.
Tagliatelle ai funghi, polpettone al pistacchio e cheesecake al pistacchio.
E una compressa di riopan d'ufficio per evitare di morire subito dopo.

Mi sa che siamo riusciti ad annullare gli effetti benefici della mattinata, ma che volete farci, noi siamo coppia "de panza e sostanza".

E voi avete mai provato i percorsi di coppia in centro benessere? Che ne pensate? Riuscite a rilassarvi o preferite trascorrere i momenti liberi in modi più "attivi"?

domenica 15 settembre 2013

Capita di non sopportare il partner?


Le chiavi di ricerca per me sono sempre fonte d'ispirazione.
Tra un "idee per fare sexting" e un "sexy segretaria", capita sempre di leggere qualcosa d'interessante.

Questa settimana una domanda in particolare ha attirato la mia attenzione: "Vi capita di non sopportare il vostro partner per alcuni periodi?"
L'ho immaginata questa sconosciuta, seduta alla scrivania, che digita la domanda sperando nell'assoluzione di Google.
Magari reduce da una settimana infernale, in fase premestruale acuta, in cui il suo compagno/marito/fidanzato è apparso ai suoi occhi come l'essere più irritante del mondo. 

L'ho immaginata in quella fase in cui tutti i piccoli difetti dell'altro, fino ad allora percepiti come sciocchezze, diventano mostruosità insopportabili. 
Infastidita dal suo russare, dal suo masticare, dal suo stare seduto sul divano a guardare la tv, dopo avergli urlato contro per qualsiasi motivo potesse essere usato come pretesto, si è rifugiata al pc e ha cercato solidarietà online.
Bene. L'ha trovata. Hai la mia solidarietà anonima internauta.
Anche per me ci sono periodi in cui, qualsiasi cosa faccia, A. sbaglia o mi irrita in qualche modo. 

Lo chiamo periodo d'intolleranza acuta.
Solitamente coincide con la fase pre-ciclo.
A
volte il problema, è brutto dirlo, si presenta quando per me è un momento storto, di quelli neri e lui, semplicemente per il fatto di essere la persona più vicina a me, ne paga le conseguenze e deve sorbirsi la mia negatività.
So che non è giusto e cerco sempre di farmi perdonare dopo, ma non ho la sua capacità di dividere la vita in compartimenti stagni.

L'intolleranza acuta però si manifesta in tutta la sua magnificenza, quando decide di combinare qualche boiata di medio-grandi dimensioni.
Io decido di non farglielo notare esplicitamente, per quella teoria tutta femminile del "mi conosce da una vita, deve arrivarci da solo. Deve capirlo che questa cosa X mi ha fatto inalberare".
Il non parlare della cosa X però non fa che peggiorare la situazione.
Perchè lui continua a comportarsi come niente fosse successo (perchè effettivamente per lui non è accaduto niente) e questo mi urta.
E qualsiasi sciocchezza mi infastidisce.
Un bicchiere lasciato un giro, una battuta che magari in un altro momento mi avrebbe strappato una risata, diventano benzina sul fuoco.

Dopo l'esplosione (inevitabile) di solito si raccolgono i pezzi e tutto torna alla normalità.
Perciò cara utente della rete, sì mi capita di non sopportare A. per brevi periodi.

Ma capiamoci, sono brevi. Qualche giorno, una settimana. Non di più.
Se la situazione d'insofferenza va avanti da un periodo medio-lungo, non so, forse è il caso di guardarsi dentro per avere delle risposte.
Perchè Google può dirti come pulire l'argenteria e conosce mille modi per far passare il singhiozzo, ma purtroppo non esistono tutorial su come gestire i rapporti di coppia.


E voi cosa consigliereste alla nostra internauta smarrita?
Il periodo di "intolleranza acuta" colpisce anche le vostre coppie?

domenica 8 settembre 2013

Chiamarsi con nomignoli affettuosi





Scrivo da Paesello. La questione Internet a CIttàLavoro ahimè è tutt'altro che risolta. E visto che il pranzo della domenica, cucinato appositamente per la figlia deperita dalla mammina, fa su e giù per lo stomaco, ho pensato fosse l'occasione giusta per un post leggero e poco impegnato, che mi frulla in testa da un po'.
Parliamo di nomignoli. Divertenti, romantici, carini, affettuosi. Li affibbiamo al nostro fidanzato, causano scambi di sguardi imbarazzati tra i presenti quando vengono pronunciati in pubblico, provocano sfottò e prese in giro epocali da parte degli amici. Ne esistono di diverso tipo.
Ultimamente una mia ex amica delle scuole elementari intasa la bacheca della sua attuale dolce metà con soprannomi di ogni sorta derivanti dal settore cibo: arrosticino mio, ricottino adorato, salsicciotto del mio cuore, dolcino, bignè alla crema e chi più ne ha, più ne metta. 
Ce n'è per tutti i gusti e i palati. 
Per gli amanti del dolce e del salato.
Devo dire che in quanto a fantasia non ha rivali. Naturalmente ho nascosto i suoi aggiornamenti dalla mia home, perchè il mix a me risultava un pò indigesto, ma si sa, de gustibus non disputandum est.

Molto gettonata la categoria animali, senza distinzione tra piccoli domestici e abitanti del bosco e della foresta: micina, micetta, miciona, panterona, coniglietta, orsacchiotto, topolina, cricetino, scoiattolino, scimmietta.
Felini e roditori, pare vadano per la maggiore. Sarà che io gli animali li collego direttamente ai peli, ma non sono una fan dei nomignoli che derivano da questa serie.

Poi ci sono i classici intramontabili, anche se non fantasiosi come per le categorie sopra: amore, tesoro, cuore, gioia, vita e facilmente personalizzabili con la semplice aggiunta dei suffissi -ino/ina, -uccio/a, o dell'aggettivo mio-a.

Io non ho un buon rapporto coi nomignoli.
Essendo sempre stata piccola di statura e costituzione mi sono stati affibbiati sin dall'infanzia dei diminutivi che odio profondamente. C....ina, C....etta., C....ettina. Un incubo.
Le mie sorelle, da brave sorelle maggiori, per traumatizzarmi ulteriormente cominciarono a chiamarmi a un certo punto C...etta Cotoletta.
Sì, lo so. ADORABILI.

Quindi ad A. non è mai stato concesso più di AMORE. Da maneggiare comunque con cura. 
Che io ho un nome, mi piace pure e vorrei che venisse utilizzato. Meglio se senza storpiature.
Dal canto mio, io non sono brava ad esprimere affetto e sentimenti a parole e sono praticamente allergica a diminutivi e vezzeggiativi. Mi causano orticaria. Quindi i modi più affettuosi in cui mi capita di chiamare A. sono marito e dottore.
Capitemi, sono cresciuta con quelle di "C.etta cotoletta". La mela non cade lontano dall'albero.

E voi che rapporti avete con i nomignoli e i soprannomi? Ne usate qualcuno? Quali sono i più strani e imbarazzanti che vi è capitato di sentire tra parenti, amici e conoscenti?

Sono state le infinite vie di google a condurvi sul mio blog? Basta un "mi piace" per tenerci in contatto su fb :)



martedì 3 settembre 2013

Chiuso per trasloco!




Vi scrivo dalla mia nuova scrivania, l'unico angolo veramente in ordine della casa. Oggi ho trovato anche le lavagnette inutili che desideravo tanto, ma ho deciso che usare il martello è un lavoro da uomo e che quindi A. appenderà tutto l'appendibile (speriamo entro questa vita). 
Menomale che la casa è piccola, dato che A. nel mettere in ordine e pulire ha la stessa utilità che ho io nello spostare i mobili con le mie braccine flosce.
Comunque non dovrebbe esserci ancora molto da fare, il peggio è passato.
Speriamo che il tizio di tiscali si sbrighi con la linea e internet, perchè il mio cellulare usato come modem si scarica dopo tre secondi.
Vado a finire di mettere in ordine la camera da letto e poi ho intenzione di sprofondare nel divano e drogarmi di real time.
Ci si legge settimana prossima :D


lunedì 26 agosto 2013

cercando casa#3


La data del trasloco si avvicina.
E tu cominci a pensare a come sistemare tutto.
Vuoi una postazione lavoro più o meno così. 
Con bacheche e lavagnette pronte a raccogliere idee, progetti, appuntamenti.

 

Immagini di sistemare il balcone, sfruttando il fatto che a CittàLavoro il freddo non arriva prima di dicembre. Almeno così è stato negli ultimi anni.

 

Magari con un tavolino così. Pratico e salvaspazio.


E dei coprivaso così...

 

E in cucina? Magari copriforno e portasacchetti così...


Copriforno Pippiki
Portasacchetti Pippiki

E mentre tra Pinterest, fanpage e blog di creativi, il tuo spirito d'arredatrice d'interni sogna e progetta, ad un tratto, ti ricordi di loro: i suoi modellini dei Cavalieri dello Zodiaco.



E sai che dovrai trovargli un posto. 
No, non nella spazzatura. 


Su confessate: qual è in casa vostra l'equivalente dei miei cavalieri dello Zodiaco? Quell'oggetto o complemento d'arredo a cui il vostro partner tiene tanto e a cui voi meditate di dar fuoco, o che, nel caso in cui non viviate ancora insieme, sperate non lo/la segua quando farete il grande passo?







venerdì 9 agosto 2013

LOVE IS... cercando casa #2



Le ultime due settimane di luglio sono state dedicate alla "ricerca casa" matta e disperata.
Ho visto cose che voi umani non potete immaginare. O forse sì, dato che questo tipo di calvario prima o poi capita a tutti.

Tutto è cominciato con l'annuncio di un appartamento "appena ristrutturato, con piccola cucina e ampia zona giorno".
Peccato che non avessero specificato che si trattava di un seminterrato.

Che appena ristrutturato doveva tradursi con "abbiamo ritinteggiato le pareti della camera da letto".
Che l'ampia zona giorno era stata assalita dall'umidità e dalla muffa.
Che A. per entrare in bagno doveva abbassarsi perchè la porta era troppo bassa.
E per finire in bellezza, accesa la luce in cucina, abbiamo scoperto che la casa era abitata. Da sua signoria la blatta obesa, precisamente.
Così, correndo il pericoloso rischio di perdere questo gioiellino a cui pare molti fossero interessati, ci siamo dileguati. 

Ci sono state poi almeno tre appartamenti non malaccio, ma tutti dello stesso genere. Pare sia l'ultima moda, sbattere i genitori in ospizio o al campo santo, a seconda dei casi, e chiamare il giorno dopo gli agenti immobiliari.
Ora su questo io non voglio dare giudizi, perchè ognuno conosce le sue finanze e magari in questi tempi duri un reddito in più fa comodo a tutti.
Però lasciatemelo dire è inquietante visitare una casa con ancora tutte le foto e gli oggetti personali di qualcuno ed è difficile riuscirsi a immaginare a vivere lì senza sentirsi ospite. Voi direte, "vabbè ma queste cose spariranno".
E invece no. Perchè i figli non sanno dove metterseli questi mobili e non hanno intenzione di buttarli. E pretendono pure un contratto 4+4.

E io secondo te sono disposta a stare otto anni in una casa in cui non posso spostare niente? Magari uso pure le lenzuola ricamate a mano che sono ancora dentro l'armadio?

Poi c'è stato quello dell'appartamento superlusso. Dove alloggiava niente meno che Macchisi Lopez. 

Mi dispiace, ma per noi è un pò caro.
Ma dottore c'è il parquet.
Sì ma noi cerchiamo una cosa un pò più spartana. E poi non è arredata.
Ma i mobili ce li mettiamo se la casa vi piace. Venga solo a vederla, per favore. Si innamora glielo dico io. Si innamora. Gliel'ho detto che ci viveva Macchisi Lopez?
Sì un'ottantina di volte.


Così andiamo a vedere questa casa. Telefono e radio in bagno. Doccia supertecnologica. Tapparelle elettroniche. Porta blindata elettronica. Cabina armadio. Parquet. Climatizzatore in ogni stanza. Un pò buia, ma se Macchisi Lopez ha risolto con le piantane tutti possiamo farlo.
Questa casa io ce l'ho nel cuore, cerco qualcuno che me la tratti bene. Voi mi ispirate fiducia, si vede che siete brave persone. Prendetevela.
Sì ma io le ho già detto che per noi è fuori budget e non è arredata.
In più non c'è contratto di acqua/luce/gas. Troppe spese mi dispiace.

Ma questa casa i soldi che chiedo li vale.
Senza dubbio, ma noi non ce li abbiamo.
Ma ha visto che bagno?
Ommioddio non ne usciamo più.

Dopo trenta minuti di ricordi sulla casa, di come era quando ci viveva Macchisi Lopez e di come l'aveva sistemata lui, il prorpietario, finalmente capisce che non c'è trippa per gatti e ci lascia andare.
Io ero già pronta a chiamare il 113 e denunciarlo per sequestro di persona.

Poi ci sono state tante altre belle casette random:
-il doppio servizio che in realtà era un cesso in terrazza;
-la cucina senza piano cottura, ma con fornellino da campeggio;
-il cucinino dove si riusciva a malapena a entrare una persona alla volta; ma a tutto c'è rimedio:l'agente immobiliare ci ha suggerito di mettere un tavolo in camera da letto per mangiare;


E poi alla fine, quando non si vedeva più la luce e lo sconforto stava per prendere i sopravvento, a 500m dall'appartamento attuale di A., l'abbiamo trovata.
Ristrutturata da poco davvero. Cucina piccoletta, ma moderna e luminosa. Bagnetto accogliente. rifiniture in legno chiaro. Angolo lavanderia.

Balconata. Posto auto e moto. Condominio con portiere.
Proprietaria un pò originale, ma siamo sicuri: è quello che stavamo cercando.
Ho già mentalmente speso una fortuna da Ikea. Mi dovrò contenere.

Da settembre si parte con questa nuova avventura.
 

Intanto vi auguro un buon ferragosto e buone vacanze, non so quando riavrò il coraggio di mettermi al pc con questo caldo! :D

 

lunedì 22 luglio 2013

LOVE IS...qualcuno che ti guarda le spalle




A. nei miei confronti ha un pò la sindrome del "fratello maggiore".
Di quello che ti vorrebbe proteggere da tutto e da tutti e che non sopporta che ti si manchi di rispetto. 
Mi dice che sono troppo buona e che finisce sempre che le persone pensano di potersi approfittare di me, perchè tanto non reagirò.
Vorrebbe che fossi più aggressiva.
Più lottatrice. Un pò più vendicativa.
Ma io anche quando ho una delusione, sono per le rotture pacifiche. Gli spargimenti di sangue, non mi danno alcuna soddisfazione.

Così è stato per le amicizie che si sono rivelate non così vere. Così è stata per qualsiasi cosa nella mia breve vita.
Lui invece puntualmente parte in quarta e vorrebbe staccare le teste a tutti quelli che, secondo la sua opinione, non si sono comportati nel giusto modo con me.


Succede che lo stage in agenzia pubblicitaria di cui vi avevo parlato si rivela essere uno di quei tirocini "mezzi fregatura".
Dai discorsi delle ragazze arrivate lì prima di me, comincio a capire che la pratica della stagista che lavora come una schiava finché non si rompe della situazione, è ormai strategia consolidata.
Io e l'altra ragazza (quella con cui mi contenderei l'ipotetico posto di lavoro) cominciamo a sentire puzza di bruciato.

Però tutto sommato il responsabile, pure se non è il massimo per modi ed educazione, ci è venuto incontro.
Io lavoro tre giorni a settimana full-time, così non devo rinunciare agli impegni con la web-tv.

Lei lavora tutti i giorni ma part-time, così può studiare, dato che è ancora universitaria.
Tutto sembra andare bene fino a giovedì scorso, quando ci arriva un messaggio facebook collettivo dal "capo", che da ora in poi sarà ribattezzato "er pelato".
"Oggi in ufficio non c'era nessuno a parte X. Non importa niente che mi era stato comunicato. Lo scopo di avere delle dipendenti è poter contare su di loro per fronteggiare le emergenze. A questo punto è inutile tenervi. Un cliente mi ha richiesto una demo per lunedì e ora devo fare da solo. Non ho bisogno di gente che abbia altri impegni!"
Al che a me cominciano a vorticare. Numero uno perchè io non sono una dipendente, ma una stagista non retribuita.
Infatti in ufficio c'era solo X che è l'unica a venire pagata (ogni tanto e con comodo da quanto ho capito, ma comunque pagata).
Numero due, quando ti abbiamo chiesto se ti andava bene che facessimo dei turni, tu mi hai risposto che non c'erano problemi. Quindi ora non mi puoi sbraitare via facebook perchè ti rode il fatto che devi lavorare il fine settimana.
Punto terzo se mi avessi chiesto la disponibilità con educazione io avrei pure lavorato sabato e domenica senza fiatare.

Così mentre A. organizza squadre armate per andare a picchiare 'sto tizio che si permette di rivolgersi così alla sua ragazza, manco fosse il manager di una multinazionale, io gli rispondo al messaggio mettendo in chiaro molto educatamente la mia situazione. Spiego che io ho altri impegni semplicemente perchè da parte sua non ho alcuna sicurezza per il futuro e che una sfuriata del genere potrà farla solo se e quando sarò una sua dipendente.


E aggiungi "s ****o di m***a, se ti permetti di rivolgerti a me con questo tono un'altra volta il mio ragazzo ti fa il c**o a strisce!"

Sì certo A. come no.
Pelato d m***a.
A. non esageriamo, mica mi ha fatto niente. Semplicemente è un pò cafone, ma questo lo avevo capito già.
Insomma alla fine il tizio mi risponde: "Ne parliamo di persona".


L'altra stagista lo manda a quel paese il giorno dopo. Arriva in ufficio e non c'è nessuno. Aspetta davanti alla porta per un'ora prima che qualcuno arrivi ad aprire la porta. Er pelato non si scusa. Lei fa la sua mattinata e mi comunica che per quanto la riguarda non ha più intenzione di avere a che fare con nessuno in quell'ufficio.


Io ormai voglio l'occasione per parlargli di persona.
A. passa un'intera giornata a istruirmi.
Devi essere irremovibile. O ti paga o niente.
Puoi cedere sul rimborso spese, ma deve essere una situazione temporanea.
RIPETI.

Sì A. ho capito, non ti preoccupare sono carica.

Sabato sera arriva un altro messaggio collettivo a tutte le stagiste (sia di grafica che di copy) sempre dal nostro pelato preferito:"Lunedì partirò per Roma. X non sarà in ufficio per problemi di famiglia, quindi gli stage sono sospesi. Se qualcuno fosse interessato a continuare dopo le vacanze mi scriva per e-mail."

Ecco io sono allibita. Non ho neanche avuto la possibilità di un confronto faccia a faccia. Ti inventi una partenza last-minute a cui non crede nessuno.
Anche perchè lunedì lo sappiamo tutte che hai l'appuntamento col cliente.

E soprattutto perchè sei così idiota da continuare a postare su fb foto scattate con l'iphone a CittàLavoro.
No, ma aspettami a settembre. Conterò i giorni.

E niente. Ora anche io ho una storia da stage-truffa da raccontare, come tutti i neolaureati medi. In più ho un fidanzato sul piede di guerra.
A momenti lo vedo con lo sguardo perso nel vuoto.
A. a che stai pensando?
A come farla pagare a quel brutto aksjfbvfj **** jnjd ***!


E dopotutto penso che sono fortunata. Perchè, qualsiasi cosa accada, so che A. è al mio fianco e mi guarda le spalle.

sabato 13 luglio 2013

LOVE IS... the medicine man!



POST DAL CONTENUTO SPLATTER: ASTENERSI "DEBOLI DI STOMACO"

"La moglie del calzolaio va in giro scalza
" dice un vecchio proverbio (o almeno mi pare dica una cosa del genere)!
Il fatto è che, se il tuo compagno/marito/fidanzato per vivere fa il meccanico, quando la tua auto è guasta, rimane lì in garage per settimane, perchè "che ce vò, poi la guardo".

Se avete a che fare con un idraulico, molto probabilmente il vostro lavandino perderà per mesi e quel tubo non verrà cambiato finché non vi ritroverete con la casa completamente allagata.
Se sposate un avvocato, la vostra pratica rimarrà in una cartellina dimenticata, fino a quando non diventerà inevitabile occuparsene.

Allo stesso modo, se il vostro fidanzato è un medico, di solito la sorte che vi si prospetta può essere di due tipi.
C'è quello un pò ipocondriaco che vi insinua il dubbio di aver contratto terribili malattie solo perchè vi ha sentito tossire durante la notte.
E poi c'è quello del "non è niente" per qualsiasi cosa non implichi la necessità di un intervento a cuore aperto.
Beh, io ho beccato quello del secondo tipo.
 

Domenica scorsa io e A. decidiamo di andare a pranzo in un ristorantino sul mare a mangiare la pasta coi ricci.
Ci andiamo almeno un paio di volte ogni estate perchè il posto è molto bello, il pesce freschissimo e i prezzi ragionevoli.

Ci dividiamo anche una fritturina di calamari.
E ci scoliamo mezzo litro di vino bianco della casa.

E io, non contenta, ordino il caffè per digerire.
Il fatto è che io comincio a soffrire un pò di reflusso gastrico, dopo essermi vantata per anni di essere l'unica in famiglia a non avere problemi di digestione.
Il mix di fritto, alcool, caffè, col caldo e lo stress di questi giorni, pare non sia stato gradito dal mio corpo, così a casa comincio a stare male.

"A. non mi sento bene"
"Che hai ?"
(giocando a Uno sull'ipad)
"Mi brucia la gola e mi fa male la bocca dello stomaco"
"Cerca lì dove tengo i farmaci, forse c'è qualche antiacido" (continuando a giocare Uno)
"Ma sono tutti scaduti!"

"Ma li puoi prendere lo stesso al massimo non fanno effetto" (imperterrito e per niente interessato dal mia colorito bianco fantasma continua a giocare a Uno)
"Io non prendo farmaci scaduti"
Vado in bagno.
Vomito la prima volta.
Lui continua a giocare a Uno. 

Perchè non mi devo preoccupare, perchè non ho rimesso cibo, ma solo liquido acidoso. Che se fosse stao il pesce saremmo stati male in due, dato che abbiamo mangiato le stesse cose.
E poi, dice lui, il mio corpo sa benissimo quello che sta facendo, dobbiamo lasciarlo fare.

Rimetto una seconda volta.
"Ecco ora vedrai che starai meglio" (continua a giocare a Uno).
Terza volta.
Forse perchè tre è il numero perfetto, attiro finalmente la sua attenzione.
Mi viene a tenere la testa. Un quadretto romantico che non vi dico.
"Ah ma anche le prime due volte ha vomitato così? Non lo avevo capito!"
"0_0"
"Vabbè forse è il caso che vado a prendere qualcosa in farmacia o in guardia medica?"
"No A. io mi farei un'altra partita a Uno invece, che potrebbe essere più utile!"

Vabbè poi l'ho punto nell'orgoglio. Gli ho detto che stare con un medico è una gran fregatura.
Che fino a quando studiava semeiotica, mi dovevo prestare a fare da cavia ed essere auscultata e palpata e che ora invece, per attirare la sua attenzione devo trovarmi in punto di morte.
Ho ottenuto acqua e zucchero e una sorta di visita.
Poi sono stata meglio. Così tutto d'un tratto.
E mi son dovuta sorbire il solito "te l'avevo detto che non era niente".E abbiamo giocato a Uno.



venerdì 5 luglio 2013

LOVE IS... cercando casa #1

                                                                         Source: gocomics.com via Love on Pinterest




Stiamo cercando un casa.
Non "la casa", quella dove creare una famiglia o cose simili.
Una soluzione temporanea finché non ci stabilizzeremo economicamente.
Che è vero che A. ha uno stipendio con cui a CittàLavoro si vive più che dignitosamente, ma è anche vero che è una borsa di studio regionale e ad esempio quest'anno, dopo dicembre, hanno ben pensato di non pagarlo più fino a luglio.

E io vabbè, stendiamo un velo, sono ancora in quella fase "devofaresperienza" e "devoimparare", quindi le mie finanze son quelle che sono.
Insomma cerchiamo un appartamento senza pretese, da studentelli fuorisede sfigati. A prezzo modico. E che non sia una catapecchia.
Il problema fondamentale è che per A. basta avere il posto auto e moto e una camera da letto spaziosa. Punto.
Lui non vede le piastrelle anni '70 in bagno.
Non fa caso al minuscolo telefono della doccia, con getto d'acqua potente come quello di una fontanella di paese.
Non bada al fatto che in cucina le sedie siano di plastica.
Non gli importa niente del riscaldamento o del condizionatore.
Lui vuole solo spazio e luce.
Del resto #chissenefrega.
 

Così ieri torno a casa dall'ufficio e mi comunica che su internet ha trovato l'annuncio che fa per noi.
"Un condominio a 500 m da qui. Casa molto bella. Ci sono le foto guarda", dice lui.

"Oddio A. ma quell'armadio è inquietante!"
"Sì ma l'importante è che è grande."
"E quella credenza in cucina? Sembra quella di mia nonna. E il tavolo? Il tavolo è di plastica e le sedie hanno i rivestimenti del primo dopoguerra!"
"Sì ma il piano cottura non è tanto vecchio...alle sedie mettiamo i cuscini"
"Hai una soluzione anche per i lampadari orripilanti che si intravedono soltanto della foto?"
"Mamma mia, come sei pignola. Che devi farci coi mobili tanto?"
"A parte vederli ogni giorno? E se questa la definisci molto bella, non mi voglio immaginare quelle che hai scartato! No ma aspetta aspetta, ingrandisci... quella è una vecchia macchina da cucire? A. praticamente questa è casa di qualche vecchietta appena passata a miglior vita, magari in quell'orrendo letto. Se guardiamo bene le foto, probabilmente spunta il suo fantasma."
"Ma allora non telefono?"
" 0_o"
 

Ecco io non pretendo di trovare la cucina Scavolini o la cabina armadio, ma almeno mobili che non abbiano assistito alla caduta del muro di Berlino sì
Sarò pignola? Forse.
Poco pratica? Probabilmente.
Non abbastanza elastica? Possibilmente è così.
Una cosa però è sicura: sarà dura!
Stay tuned! :)

venerdì 28 giugno 2013

LOVE IS... corsa a ostacoli!






Nelle ultime due settimane è successo che:

- ho cominciato a collaborare con una web-tv locale a CittàLavoro (saltuariamente e gratis eh, capiamoci, non si dica che ho trovato lavoro!). Cosa che in teoria avrebbe dovuto permettermi di vedere di più A., ma che in realtà ha semplicemente fatto sì che ora non è solo lui a stramazzare sul letto stanco la sera dopo lavoro, perchè ci sono io che crollo accanto a lui.

- Ho trovato un tirocinio per il mese di luglio, come content editor in un'agenzia pubblicitaria sempre di CittàLavoro. Saremo in tre, tutte donne, a competere per un posto libero soltanto. Comincio lunedì. Ho l'ansia, ma sono decisa a farle fuori tutte e a prendermi quella scrivania da settembre.

- La padrona di casa di A. gli ha comunicato che sua figlia l'anno prossimo si sposa e quindi deve sloggiare. Deve cercare casa. Lui dice cerchiamola insieme, qualcosa che vada bene a tutte e due. 
Io non so ancora che ne sarà di me e senza la sicurezza di uno stipendio non me la sento di lanciarmi nell'operazione convivenza (ma di questo vi parlerò sicuramente in taaaanti altri post).

- Domenica mio nonno è morto. È stato strano. Non ho pianto, non eravamo legati. Un uomo che si era fatto da solo, che ha conosciuto la povertà e gli anni del boom economico. Un uomo "che le donne non devono studiare", che ha sofferto quando non ha visto sopravvivere i suoi due figli maschi al primo anno di vita. Che sperava di riscattarsi coi nipoti. E invece destino ha voluto che mia mamma, sua figlia, avesse in dono quattro femmine. 
E mia mamma negli ultimi tre anni per lui si era annullata, lo accudiva giorno e notte da quando non era più autosufficiente. Non voleva l'aiuto di nessun altro. E lo so che sono egoista, ma quando ho saputo che avrebbe potuto ritornare alla vita di sempre, fatta di figli e nipotini, di pranzi, libri e mercatini, sono stata contenta per lei. Per me. Per noi di famiglia che possiamo riaverla, riposata e attiva.
Perchè se lo merita di tornare alla vita normale.

E insomma, questo è quanto, se per caso vi foste chiesti "ma dov'è finita C.?" 
Ora vado a farmi un giro per recuperare i post che mi sono persa! :)

lunedì 17 giugno 2013

LOVE IS... dillo con un link su fb!




Di solito rispondo agli internauti perduti e alle loro "chiavi di ricerca" con la rubrica "Dillo con una canzone".
Destino vuole però che uno dei mie post più popolari di sempre sia "L'amore ai tempi di facebook".
I motori di ricerca hanno deciso di inviare sul mio blog tutti gli utenti che si ritrovano ad avere problemi nel coniugare la propria relazione con il social Zuckembergiano.

"Perchè il mio ragazzo non vuole impostare lo stato sentimentale su impegnato?"
"Perchè continua a mettere mi piace sui miei post. E' interessato?"

"Come faccio a capire se è fidanzato? Non è impegnato su fb"
"Non ha ancora eliminato le nostre foto insieme. Che significa?"

Insomma, tanti i dubbi amletici, di solito di natura femminile (perchè si sa che noi donne per complicarci la vita non siamo seconde a nessuno!) a cui ho deciso di rispondere attraverso lo strumento facebookiano per eccellenza: i link.











 
Naturalmente, se fanno al caso vostro, potete "rubarle" da qui o condividerle direttamente tramite la mia pagina Facebook. 
Anche se il mio consiglio spassionato è quello di viversi le relazioni 
nel mondo "reale" che è già complicato, senza chiamare in causa anche quello virtuale! :D
 
 

sabato 15 giugno 2013

LOVE IS... anniversario!




  
Love is... sapere che qualsiasi cosa accada, l'affronteremo in due. 
Liebe ist... prestarle la giacca perchè improvvisamente si alza il vento e andare a recuperare la macchina per non farle macinare km col tacco 12.
Dragostea este... lasciargli l'ultima patatina fritta, ordinare sprite perchè lui non beve coca-cola e non mettere l'olio piccante sulla pizza per farne assaggiare una fetta a lei.
Amor es... litigare perchè ci si sente trascurati dall'altro. Perchè vorremmo più attenzioni.
Amor è... tenersi per mano, baciarsi, fare l'amore, non per abitudine, ma per il bisogno di entrare in contatto con l'altro.
Amour est... ricordare i momenti più belli insieme, vivere il presente e fare progetti a due per il futuro.

Amore è... amarsi dopo dieci anni non come il primo giorno. Non di più, non di meno. Solo in modo diverso, ma sempre bello.

E niente oggi è il nostro primo anniversario a due cifre. 
E siamo ancora felici.
Abbiamo ancora voglia di litigare, ma soprattutto di far pace.
Sì ancora, dopo tutto questo tempo e nonostante tutto.

Ci meritiamo gli auguri? :P 

lunedì 10 giugno 2013

LOVE IS... ex "ingombranti"

                                                                                Source: theupliftingvibe.com via Love on Pinterest



Chi, come me, ha una relazione che va avanti dal molto tempo e che è iniziata da giovanissimi, ha almeno un vantaggio fondamentale: non esistono fantasmi di ex fidanzati/e ingombranti con cui fare i conti.
Oddio A. qualche fidanzatina prima d'incontrarmi l'ha avuta. 
Con una c'è stato persino due anni, ma niente di che, "storia da ragazzini" finita senza troppe lacrime o spargimenti di sangue.
Mia sorella invece è stata (tra alti e bassi) per quasi 13 anni con un ragazzo.
Poi è finita.
E per carità, si è tranquillamente rifatta una vita, anche se a chilometri e chilometri di distanza.
Ma tredici anni come fai a cancellarli semplicemente?
Praticamente ogni ricordo della tua giovinezza è legato a quell'altra persona.
A un certo punto per gli altri tu non esisti quasi più come entità singola: non c'è più solo C., ma il tuo nome ormai è legato a quello dell'altro indissolubilmente.
Per tutti sei "C. & A."
Mia madre, nel caso di mia sorella, ha dovuto "riorganizzare" ogni singolo album di famiglia: matrimoni, lauree, prime comunioni, cresime.
In ogni dannata foto c'è anche lui.
Naturalmente in casa c'è divieto assoluto di nominare tale individuo davanti all'attuale marito di mia sorella. Niente visioni di vecchi filmini et similia.

Poi ho realizzato che mancano pochi giorni al DECIMO anniversario con A.
E ho incominciato a immaginare scenari apocalittici in cui ci molliamo.
Perchè lo dicono tutti che dopo 10 anni "o ti molli o ti sposi", e dato che i fiori d'arancio sono ancora un miraggio...
E poi ho pensato che non vorrei essere minimamente nei panni di chi arriverebbe dopo.
Insomma nei panni del mio ipotetico futuro uomo o dell'ipotetica futura donna di A.
Perchè come fai a vivere con qualcuno che ha condiviso metà della sua vita con un'altra persona?
Che con quella persona ha visto e fatto migliaia di cose.
Viaggi, progetti, foto.
Ha attraversato i momenti più felici e più brutti.
 

Allo stesso tempo però ammiro chi riesce a farlo.
Buttarsi in una storia, nonostante vecchi fantasmi.
Pensare a costruire un futuro, nuovi ricordi.
Convincere amici e genitori che magari erano affezionati a chi c'era prima e, malgrado ce la mettano tutta, all'inizio fanno fatica a metterti a tuo agio o semplicemente ad accettarti.
Trovare un proprio equilibrio di coppia, senza preoccuparsi di quello precedente. 
Li ammiro perchè richiede una buona dose di sicurezza in se stessi, un pizzico di coraggio e soprattutto un amore vero.

Perchè "tutti arrivano portandosi dietro un bagaglio. Il problema è trovare qualcuno che ti ami abbastanza per aiutarti a disfarlo"






E voi? Avete mai dovuto fare i conti con un "ex  fidanzato/a ingombrante?" Come vi siete comportati?

 

martedì 4 giugno 2013

LOVE IS...dillo con una canzone #7

  


  
Giorni fa sono stata colpita da una particolare chiave di ricerca: "Frasi in inglese per portarsi a letto una ragazza".
Ho realizzato che, nonostante il vento, gli acquazzoni fuori stagione e il freddo anomalo, l'estate si sta avvicinando.
E estate molto spesso significa amori estivi.
Quelli brevi, ma che ti lasciano tutto sommato un bel ricordo.
Quelle storie senza pretese che si consumano durante una vacanza al mare, tra sabbia e baci a labbra salate.
Tra aperitivi e gelati o cene in locali dall'atmosfera esotica.

Anche io, vecchia bacchettona, in adolescenza ho avuto la mia avventura estiva.
Con A. era finita già da mesi, a Paesello Sperduto era un caldo agosto e io avevo compiuto 18 anni.
Lui era un bel napoletano in vacanza.
Per quanto ammetta che la "componente ripicca", che mi faceva sperare che A. lo venisse a sapere e si mangiasse il fegato, abbia giocato un ruolo importante in quella storia, porto ancora un ricordo bellissimo.
Di giornate passate in spiaggia fino al tramonto.
Di ustioni di quarto grado nonostante la protezione 50.
Di costumi, pareo e gonne corte da adolescente.
Di passeggiate in riva al mare con un coktail in mano.
Di granite, pizze e balli a piedi nudi sulla sabbia.
Risate, baci, carezze, pic-nic, foto con la mia prima macchinetta digitale.
Occhiali scuri e lacrime per la sua ripartenza.
Qualche telefonata e la promessa di restare amici.
Ancora ci mandiamo gli auguri per le "feste comandate".
Perchè quando non ci sono né amore né grossi sentimenti di mezzo è tutto più facile.

Ma ora torniamo alla musica.
La canzone che mi fa ricordare del mio personalissimo amore estivo è "Estate" dei Negramaro



La prima canzone che mi è venuta in mente invece è "Un estate fa" dei Delta V



 
E infine chiudo con "Summer Paradise"  dei Simple Plan




E voi avete bei ricordi dei vostri amori estivi? Qualcuno si è trasformato in una storia che ha resistito all'inverno?

lunedì 27 maggio 2013

LOVE IS...sexting!

                                                                                 Source: gocomics.com via Love on Pinterest


Pare sia la moda del momento: sto parlando del "sexting", lo scambio di foto osè corredate da messaggi piccanti.

Lo si fa anche tra perfetti sconosciuti.
Ti fotografi una tetta o giù di lì e la invii senza timore al primo pervertito incontrato in chat. 
Se sei fortunata in cambio ricevi un'immagine del suo sedere scattata con un super iphone con fotocamera ad alta risoluzione.
Esiste anche una terminologia particolare da utilizzare, tutta fatta di abbreviazioni e acronimi da decifrare, eccitanti come un calcio negli stinchi.
Dopotutto che ti frega se magari, per fare un pò il figo, lui fa girare le foto che gli hai mandato tra gli amici!?!
Probabilmente poi ti lamenti di Zuckemberg che viola la tua privacy, ma che t'importa se ci sono jpg delle tue parti intime che saltano di telefonino in telefonino!?!
 
Poi ci sono le coppie reali, che lo usano come diversivo, per rendere un pò meno noioso il rapporto e sopravvivere alla routine.
E non so, credo che in questo caso possa anche avere un senso.
Tra due che si amano e fanno l'amore realmente, il virtuale potrebbe essere un giochino per aumentare la complicità.
Forse potrebbe essere un modo per cercare l'intimità che manca durante un periodo a distanza forzata. 
Certo magari cercando di creare un po' d'atmosfera con qualche messaggio di senso compiuto, senza incomprensibili FDMCCV (fai di me ciò che vuoi)!
Anche perchè due che si amano si conoscono. Hanno già provato insieme le sensazioni che vogliono rievocare. 
Non devono soltanto immaginare, zoomando su una foto.

Detto questo, chiamatemi Suor C., io non mi ci vedo proprio a posare per casa con la camicia sbottonota... E poi come funziona? Dovrei anche far la faccia sexy da catologo di Victoria's secret?
Per non parlare del terrore di sbagliare numero e inviare la foto a mio padre o mia nipote. E poi che gli racconti?
E se le foto dimentichi di eliminarle? E qualcuno sfogliando la tua galleria le trova?
Del resto leggevo su questo post, che esiste anche un'applicazione per inviarsi foto e messaggi che si "autodistruggono" dopo pochi secondi dalla visualizzazione, per ovviare al problema.
Ma non so, per una bacchettona come me, sembra tutto troppo complicato e stressante. 
Mi viene in mente questa puntata di "Chuck" che mi aveva fatto morir dal ridere, non so se avete mai seguito questo telefilm: i due protagonisti sono delle spie e in questo episodio, cominciano a sperimentare il sexting proprio perchè, troppo presi dal lavoro, non riescono più a vedersi. Il problema è che a un certo punto lei viene catturata e cerca di avvertirlo, ma lui e il suo amico Morgan credono che faccia tutto parte del gioco...



Voi che ne pensate? Vi intriga? Avete mai provato? Lo avete trovato divertente?



martedì 21 maggio 2013

LOVE IS... mentire a fin di bene in amore?

 

Qualche giorno fa leggevo questo post di Marzia sulle cosiddette "bugie bianche".
Quelle storie che inventiamo soprattutto per i genitori per motivi random: non farli preoccupare, non dargli un dispiacere o semplicemente perchè non capirebbero.
E riflettevo che anche nell'ecosistema coppia si fa uso (e a volte abuso) del metodo "bugia a fin di bene".
Naturalmente non mi riferisco a tradimenti e relazioni clandestine da nascondere, ma a quelle piccole cose non dette, che vengono "omesse" per quieto vivere.
Che se la tua dolce metà ti chiede se la trovi ingrassata, tu non ti sogni neanche di dirle che effettivamente forse ha messo su un paio di kg. Ti premuri di rassicurarla, ipotizzando che potrebbe essere tutta colpa dell'asciugatrice che ha ristretto i jeans o semplicemente di un pò di gonfiore passeggero.
E se tua moglie ti chiede cosa ne pensi della sua nuova amica/collega è normale che tu le risponderai che è "carina, ma niente di che", anche se dovesse essere la copia sputata di Megan Fox o Angelina Jolie.

Il periodo in cui le bugie fioccano secondo me è l'inizio di una relazione.
Quando lui al primo appuntamento ti racconta di quanto ami i suoi 12 cani, tu come fai a confessargli che non sei proprio un'amante degli animali o che sei allergica? 
Tanto chissà quanto tempo passerà prima che scopra la verità. E per quando arriverà il momento sarà così innamorato che non gli importerà.
E quando chiama per invitarti per una tranquilla cenetta sabato sera "perchè non capisce proprio chi per divertirsi ha bisogno di saltellare in discoteche affollate", tu non puoi mica dirgli che volevi invitarlo per l'inaugurazione di quel nuovo localino trendy in centro con aperitivo e djset.
Prima o poi lo convincerai che andare a ballare ogni tanto non è una tragedia.
E se, entusiasta per il corso da sommelier che sta seguendo, ti porta a degustare vini e comincia a blaterare di retrogusto fruttato e sapore frizzantino, tu puoi mica deluderlo? Devi annuire e dire che la punta di frag...ehm...cielieg..no albiccoca.. sì certo albicocca, l'hai subito notata anche tu.
Puoi anche evitare di rivelargli subito che i vini non ti interessano minimamente e sei più tipo da birra.
E se lei ti mostra entusiasta il suo nuovo taglio di capelli, con che cuore le dici che secondo te quella frangia non la valorizza proprio?
Secondo me molte relazioni non riescono a superare i sei mesi non tanto perchè la passione svanisce, ma perchè una volta svanita quella cominciano a venire a galla le bugie. E ci si ritrova davanti a persone che hanno finto di essere quello che in realtà non sono. 

Poi ci sono le bugie delle storie d'amore già rodate.
A volte mentire è un modo per evitare discussioni.
Non conto più le volte che mia sorella mi usa come copertura al centro commerciale: i sacchetti con i suoi acquisti diventano i miei naturalmente.
"Giusto per non sentire le ramanzine di mio marito sui vestiti nuovi!"
"Vabbè ma lavori, hai il tuo stipendio. Devi chiedergli il permesso?"
"No. Però si lamenta lo stesso"
"Ma poi non si accorge dei vestiti nuovi?"

"Ahahahaha..."
"Effettivamente...uomini che si accorgono dei vestiti nuovi? Che mi viene in mente?!"

E se qualcuno ci prova spudoratamente con te? Devi evitare di affrontare l'argomento per non rischiare inutili discussioni e scenata di gelosia annessa? Oppure meglio confessare subito tutto, prima che la cosa venga a galla e lui/lei pensi che volessi nascondergliela?
Io di solito ad A. spiattello qualsiasi cosa.
Non sono proprio in grado di mentirgli.
Mi sento in colpa e non riesco proprio a guardarlo in faccia.
Comincio a pensare "se fossi in lui vorrei saperlo".
Da adolescente ero molto più brava. E pure quando stavo a Roma, perchè a distanza era molto più facile, non dovevo guardarlo negli occhi e poi mi dicevo che era inutile fomentare scenate di gelosia, quando i chilometri che ci separavano rendevano già difficile ogni cosa.


Voi cosa ne pensate? La sincerità premia sempre o ogni tanto è preferibile mentire o non dire? Che tipo di bugie raccontate al vostro partner?