giovedì 15 dicembre 2011

LOVE IS... Essere inseparabili???



Per commentare questa vignetta vi racconterò una storia vera. Si avvisano quindi i gentili lettori che ogni riferimento a fatti o persone non è per niente casuale!

In principio c'era S. Un ragazzo d'altri tempi, buono non come, ma più del pane. Avevamo condiviso 5 anni in classe insieme al liceo: l'ansia dei compiti e delle interrogazioni, la vita da pendolari.
Lui usciva con noi, 4 ragazze, pur essendo più che etero.
Ci raccontavamo tutto e ormai conosceva nei minimi dettagli anche l'andamento dei nostri cicli mestruali... Lui è figlio unico e noi eravamo diventate le sorelle che non aveva avuto.

Poi cominciarono ad arrivare i primi fidanzati e storsero un pò il naso. 
A. ad esempio, non capiva come potevo andarmene in giro in notturna a girovagare in macchina con S. e un altro nostro amico.
Ma alla fine si sforzavano di conoscerlo meglio e capivano che non c'era niente di cui preoccuparsi. 
Anzi se c'era S. si poteva andare tranquillamente a ballare senza fidanzati. 
Loro erano tranquilli, perchè i soliti tamarri da discoteca non si sarebbero avvicinati per dare fastidio, e noi pure: perchè per quanto i cari maschietti possano non pensarla così, le avances del tipo gellato e col canottierone non giovano all'ego di nessuna!
Infine arrivò lei: Debora senz'h!
S. si innamorò perdutamente. Lei decise di fargliela sudare non poco, manco ce l'avesse d'oro zecchino. 
E "furono pianti e furono sorrisi" che ci sorbimmo volentieri come si fa tra amici. Poi Debora senz'h decise che era arrivato il momento di non tirarsela più e con il suo placet il fidanzamento ebbe inizio. 
S. è attualmente ancora disperso. Se per caso ne avete notizie contattate "Chi l'ha visto?".
Le sue amiche ne piangono ancora la scomparsa.

Ora, io capisco che ti dia noia che il tuo ragazzo vada in giro con quattro belle donzelle, ma cavoletti di Bruxelles, dopo che ci hai conosciute di che cosa hai paura? Tre su quattro sono fidanzatissime, quasi sposate e durante le nostre serate "solo donne + S." lui è stato sottoposto ai discorsi più raccapriccianti su assorbenti, cerette e creme depilatorie. 
Avrà come minimo una repulsione ai massimi livelli verso di noi sotto il punto di vista amoroso.

Ora vivono in simbiosi. Stesse lezioni all'università, stessi esami. I weekend a casa di lei o di lui. Scuse di ogni tipo ci vengono propinate anche se lo si invita a bere un caffè. Idem se l'invito viene esteso anche a lei.
Se lo incontriamo da solo per strada e gli chiediamo "come sta" parla al plurale: "Tutto bene. Io e Debora abbiamo fatto quello e poi siamo stati qui ecc ecc."
Anche i suoi amici dell'altro sesso dicono di non averlo pù visto. Mi aspetto al più presto uno di quei profili "Facebook doppi" che, mi scusi in anticipo chi li ha, a me fanno letteralmente PAURA! 

Ecco secondo me questo non è amore. E' sequestro di persona.

Vivere in coppia, a mio parere, non significa vivere come una persona sola. La coppia è fatta da due individui che per fortuna sono diversi e che hanno bisogno di coltivare interessi, spazi e amicizie proprie. 
Ma la mia naturalmente è solo un'opinione, non una verità "rivelata", qundi spazio ai commenti...sono curiosa... Voi che ne pensate? 

4 commenti:

  1. Purtroppo ce ne sono tantissimi che vivono letteralmente in simbiosi!!
    Per carità, anche io e G. (mi piace questo abbreviare di nomi U_U) siamo inseparabili, nel senso che ci piace stare assieme - quando e quanto possiamo - e coltiviamo molti interessi insieme, ma se solo si azzardasse a farmi storie del tipo "no, tu non puoi uscire con le tue amiche perché devi stare con me" si vedrebbe arrivare un ceffone da ricordarselo a vita XD

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  2. Guarda, hai ragionissima, fa paura una storia così, io sinceramente mi preoccuperei se il mio ragazzo volesse stare con me solo con me e il resto del mondo fuori dalla nostra vita. E poi secondo me questo non ha niente a che vedere con l'amore! Se costringi una persona a privarsi di una parte di sè (i suoi amici e la libertà di uscirci o sentirli) che amore è? Allora uno ama solo quello che gli fa comodo...
    Ti racconto questa che potrebbe essere il seguito della storia di S trent'anni dopo.
    Allora, devi sapere che mio padre, dopo sposati, ha chiarito a mia madre che una donna che esce con le amiche in un certo modo "non è seria" (le amiche, femmine, mia madre amici maschi non credo ne avesse). Puntualizziamo che non uscivano da qualche oscuro paesino sperso nei boschi, ma da una città, e pure di quelle grandi e famose. Ma va bè. Mia madre dice okay, e per trenta e passa anni di matrimonio ha sempre accettato di non avere amiche, uscire con lui e solo con lui, a malapena con me perché se no lui diventa geloso. Adesso finalmente comincia a rendersi conto di aver, come dire, sprecato leggermente la sua gioventù ad uscire con suo marito solo con suo marito e nessun altro altrimenti apriti cielo.
    E te ne accorgi a sessant'anni suonati? E le tue amiche adesso, che fine hanno fatto? Boooh... Morale della favola, è sola come un cane.
    Io non so come farà il tuo amico di qui a qualche anno, gli auguro di tutto cuore di non aver trovato la versione femminile di mio padre o quantomeno di trovare prima o poi il coraggio di ribellarsi, se no è fregato!

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  3. Ormai ovunque leggo, tutte abbiamo vissuto una esperienza simile: degli amici con cui fino a ieri eravamo indivisibili e poi arriva la fantomatica LEI e tu quell'amico non lo vedi più...che dire...io non condivido e, anzi, aborro questo tipo di relazioni...e dopo averci sofferto un pò (un bel pò a dire il vero) non ho pensato neanche più a quel mio amico, la cui amicizia forse avevo sopravvalutato...

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  4. Sì anche io credo di aver sopravvalutato l'amicizia in questo caso...non si può dare tutta la colpa alla "lei di turno"!!!

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